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Opere

Luigi Ceccarelli
Quanti
(1991)
per Clarinetto amplificato e Elettronica


Durata: 09:00
Editore: BMG Ariola - Ricordi
1 Esecuzione: Computer & Art Festival - Padova - 11/1992
Commissionato da: BMG Ariola

"Quanti" è costituito da una parte realizzata dal vivo ed un parte su nastro. Sulla parte preregistrata sono memorizzati suoni di clarinetto preventivamente campionati ed elaborati.
Il rapporto di densità tra i suoni reali ed i suoni registrati è mediamente di uno a sette. Il risultato globale è spesso una polifonia molto densa dove il suono dal vivo ed il suono registrato si fondono al punto tale da risultare indistinguibili.

Nella fisica delle particelle le quantità non sono divisibili all'infinito, ma esiste una soglia limite (definita dalla costante di Plank), per cui l'energia e la materia, a livelli elementari, possono variare il loro stato soltanto tramite variazioni discrete chiamate "quanti". Al livello quantistico, inoltre, tutti i cambiamenti delle particelle elementari seguono un comportamento statistico e non deterministico.

I suoni di questo pezzo sono concepiti come una aggregazione di particelle elementari di suoni generati dal clarinetto che si comportano come "quanti": i suoni dal vivo sono pensati (sopratutto nella prima parte) come il più breve suono significativo che fisiologicamente un clarinettista può emettere.
Ogni suono sul nastro è concepito come il più corto campione ottenibile da un suono senza fargli perdere però la sua caratteristica originaria. Con i campioni accorciati in tal modo si possono ottenere sequenze melodiche molto veloci, meccanicamente impossibili per un esecutore umano, ma di timbro realistico.

Ogni suono è solo un elemento di una aggregazione complessa. Tale aggregazione, se vista come unico insieme ha una struttura determinata, mentre invece a livello microstrutturale ha una organizzazione non deterministica. Tutti i parametri (altezza, intensità, timbro) sono definiti dall'autore soltanto come ambiti che variano gradualmente nel tempo; è poi il computer utilizzato per scrivere la partitura che stabilisce casualmente il valore di ogni singolo suono.
La parte finale non segue regole quantistiche ma è pensata come libera invenzione, contrapposta a tutto quelo che precede.